
L’azione Vivendi si evolve in un ambiente particolare dalla scissione di fine 2024, che ha separato Canal+, Havas e Louis Hachette Publishing dal gruppo storico. Il titolo oscilla attorno a livelli bassi, con una volatilità marcata negli ultimi mesi. Quali elementi di valutazione, quali rischi normativi e quali segnali tecnici permettono di farsi un’opinione fondata sulla borsa Vivendi?
Valutazione post-scissione e sconto di holding Vivendi
La scissione realizzata a fine 2024 ha ridistribuito le carte per gli azionisti di Vivendi. Canal+, Havas e Louis Hachette Publishing sono ora quotati separatamente, il che modifica profondamente la lettura del valore residuo del gruppo.
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Molti analisti segnalano un sconto di holding in fase di riduzione da questa operazione. Il ragionamento è semplice: quando gli attivi principali sono quotati individualmente, la somma delle parti diventa più leggibile per il mercato, il che tende a ridurre il divario tra la capitalizzazione di mercato di Vivendi e il valore netto delle sue partecipazioni.
Per coloro che consultano le opinioni sulla borsa Vivendi, questa dinamica di rivalutazione rimane il principale argomento avanzato dai sostenitori del titolo. Tuttavia, la questione della governance e del controllo esercitato dal gruppo Bolloré continua a pesare sulla percezione del mercato.
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| Indicatore | Prima della scissione (2024) | Dopo la scissione (fine 2024 – 2025) |
|---|---|---|
| Perimetro quotato | Gruppo integrato (Canal+, Havas, Lagardère, ecc.) | Vivendi residuo + partecipazioni quotate separatamente |
| Sconto di holding | Significativo secondo diverse note di analisti | In riduzione progressiva |
| Idoneità PEA | Sì | Sì |
| Volatilità a breve termine | Moderata | Alta (variazione di oltre il 4% in 7 giorni a nov. 2025) |

Contenzioso europeo su Lagardère: un rischio sottovalutato
Le guide di investimento classiche menzionano raramente il contenzioso in corso tra Vivendi e la Commissione europea riguardo all’acquisizione di Lagardère. Questo dossier pesa tuttavia sul profilo di rischio del titolo.
La Commissione sostiene che Vivendi ha esercitato un influenza determinante su Lagardère prima dell’autorizzazione formale dell’operazione, ciò che il diritto europeo qualifica come “gun jumping”. Il Tribunale dell’Unione europea ha convalidato il diritto della Commissione di esigere informazioni sensibili nell’ambito di questa indagine.
La posta in gioco finanziaria non è affatto trascurabile. La multa potenziale può raggiungere il 10% del fatturato annuale globale del gruppo. Vivendi ha annunciato di voler presentare un nuovo ricorso davanti alla Corte di giustizia dell’UE, il che prolunga l’incertezza normativa per almeno diversi trimestri.
Impatto concreto per l’investitore
Questo tipo di procedura modifica il calcolo rendimento/rischio, in particolare per i portatori a lungo termine. Finché il contenzioso non sarà risolto, una provvista o una multa significativa rimangono possibili. Ciò limita anche la visibilità sulla politica dei dividendi e su eventuali operazioni di capitale.
Analisi tecnica del corso Vivendi: soglie e segnali
Dal punto di vista tecnico, l’azione Vivendi ha chiuso a 2,99 euro durante la seduta del 4 novembre 2025, in calo del 2,38%. Questo livello colloca il titolo appena sopra il supporto identificato a 2,91 euro.
La performance su sette giorni mostrava una perdita del 4,32%, e la correzione su tre mesi raggiungeva il 6,91%. Questi dati contrastano con la progressione annuale del titolo, che guadagnava 37,97% dall’inizio dell’anno 2025, superando nettamente il CAC 40 (in aumento di circa l’8,89% nello stesso periodo).
- Il supporto tecnico da monitorare si trova attorno a 2,91 euro: una rottura netta di questo livello aprirebbe la strada a una correzione più marcata.
- La resistenza vicina si trova nella zona dei 3,06 euro, corrispondente alla chiusura precedente prima del calo di novembre.
- La volatilità elevata a breve termine, combinata con una tendenza annuale positiva, traduce un titolo sensibile ai flussi speculativi e agli annunci di governance.
Performance annuale e speculazioni su un’eventuale OPA
La crescita annuale di quasi il 38% è stata sostenuta da speculazioni ricorrenti su una possibile offerta pubblica di acquisto. Queste voci alimentano regolarmente movimenti bruschi, sia al rialzo che al ribasso. Gli investitori che entrano sul titolo a questi livelli devono integrare questa componente speculativa nella loro gestione del rischio.

Strategia di investimento sull’azione Vivendi: arbitrare tra sconto e rischio normativo
L’arbitraggio centrale su Vivendi oppone due forze. Da un lato, la riduzione progressiva dello sconto di holding offre un potenziale di rivalutazione meccanica. Dall’altro, il contenzioso europeo su Lagardère introduce un’incertezza difficile da quantificare.
Per un investitore orientato al rendimento, l’idoneità al PEA rimane un vantaggio fiscale. Tuttavia, la politica dei dividendi del gruppo, storicamente regolare, potrebbe essere influenzata dall’esito del contenzioso o da nuove operazioni di ristrutturazione.
- Profilo difensivo: attendere la chiarificazione del dossier Lagardère prima di rafforzare una posizione, monitorando il supporto tecnico a 2,91 euro.
- Profilo opportunistico: scommettere sulla riduzione dello sconto di holding, accettando la volatilità legata alle voci di OPA e al calendario giudiziario europeo.
- Profilo a lungo termine: integrare il rischio di multa nel calcolo del valore intrinseco e privilegiare un punto d’ingresso sotto i livelli di supporto identificati.
Il dato chiave rimane il calendario del contenzioso europeo. Finché questa spada di Damocle non sarà sollevata, la visibilità sul profilo rendimento/rischio di Vivendi rimane limitata, qualunque sia l’orizzonte di investimento scelto.